Nato a Catania nel 1957, Mario Pagano si trasferisce, appena maggiorenne, nell'Italia settentrionale, dove verrà toccato ben presto dal fuoco creativo, dedicandosi alla ricerca fotografica e all'uso del collage. Una ricerca fortemente personale, interiore, sganciata il più possibile dalle mode e dal bombardamento di immagini ed eventi.
Dai primi anni Novanta essa si è concentrata sulla pittura, dove è passato, dopo l'utilizzo dell'acrilico e dell'olio su tela, a sperimentare nuove tecniche con l'impegno di supporti, quali il legno, la tela di juta, il lino o vecchi sacchi, trattandoli con gesso, cemento o intonaco, terre e pigmenti, materiali di recupero, pietre, carta e cartoncino.
L'utilizzo dei materiali trasformati, di simboli ricorrenti, numeri e forme, segnano un cammino interiore esplicito, anche se apparentemente, ad una prima veloce osservazione, l'insieme assume un significato enigmatico.
L'invito alla meditazione sull'opera è il fine voluto.
Conosciuto ed apprezzato nel nord Italia, dove ha esposto in collettive e personali, suscitando sempre l'attenzione ed il consenso del pubblico e della critica per la sua nuova ed originale forma di espressione artistica, si accinge adesso a proporre la sua inventiva nella terra che gli ha dato i natali.
"La Sicilia" domenica 29 Febbraio 2004 (leggi l'articolo)