Mario Pagano
Una ricerca fortemente personale, interiore, sganciata il più possibile dalle mode e dal bombardamento di immagini ed eventi.
Dai primi anni Novanta essa si è concentrata sulla pittura, dove è passato, dopo l'utilizza dell'acrilico e dell'olio su tela, a sperimentare nuove tecniche con l'impiego di supporti, quali il legno, la tela di juta, il lino o vecchi sacchi, trattandoli con gesso, cemento o intonaco, terre e pigmenti, materiali di recupero, pietre carta e cantoncino.
L'utilizzo dei materiali trasformati, di simboli ricorrenti, numeri e forme, segnano un cammino interiore esplicito, anche se apparentemente, ad una prima veloce osservazione, l'insieme assume un significato enigmatico.
L'invito alla meditazione dell'opera è il fine voluto
Conosciuto ed apprezzato nel nord Italia, dove ha esposto in collettive e personali, suscitando sempre l'attenzione e il consenso del pubblico e della critica per la sua nuova ed originale forma di espressione artistica, da qualche anno propone già la sua inventiva nella terra che gli ha dato i natali.
Nel Febbraio 2004, infatti, allestisce la sua prima personale presso l'Associazione Culturale "MARRANZATOMO" di Catania, dove riscuote un plauso generale confermato anche dalle notevoli vendite delle sue opere.
